La Mindfulness a lavoro: quali i benefici?

benefici della mindfulness a lavoro

La Mindfulness è attualmente considerata la nuova frontiera della formazione. Diverse multinazionali come Google, Procter&Gamble, Nike e così via la stanno impiegando per la crescita manageriale dei propri dipendenti. Anche l’Harvard Business School include la pratica di mindfulness nei suoi programmi dedicati alla leadership.
Ma cos’è la Mindfulness? Nella sua forma più semplice,
Mindfulness significa consapevolezza.

Praticare la mindfulness significa prestare un’attenzione non giudicante al momento presente attimo dopo attimo. Il padre della mindfulness è John-Kabat Zinn, professore di medicina e direttore della clinica per la riduzione dello stress dell’Università del Massachuttes (Boston). John dopo un’attenta analisi dei misteri e delle meraviglie del nostro corpo e della nostra mente, descrive sistemi semplici e intuitivi, per arrivare, tramite i sensi e l’esperienza, a una comprensione più profonda di noi stessi e del percorso che scegliamo per la nostra vita. La Mindfulness può aiutare a ridurre significativamente lo stress, l’ansia e il conflitto, aumenta la resilienza e lavora direttamente sull’intelligenza emotiva, migliorando le relazioni nell’ambiente di lavoro. Per capire se la vostra è una mente mindful possiamo fare insieme questo piccolo test. Rispondete a queste semplici domande.

Negli ultimi 10 giorni:

1)Siete stati incapaci di ricordare parte di ciò che gli altri hanno detto durante conversazioni di lavoro o riunioni?

2)Avete perso a volte la cognizione del tempo e dello spazio durante i vostri spostamenti di lavoro?

3)Quando uscite dall’ufficio vi è capitato di dimenticare documenti, chiavi, cellulare o persino dove avete parcheggiato la macchina?

4)Avete mai mangiato di fronte al pc senza assaporare in realtà nessun cibo?

5)Al rientro dal lavoro avete prestato più attenzione al vostro I-phone o smartphone che ai vostri cari?

6)Avete pensato spesso a eventi passati o vi siete preoccupati per il futuro?

7)State leggendo troppo velocemente anche questo articolo?

Se la risposta è sì, significa che c’è un’alta probabilità che la vostra vita lavorativa e personale abbia innescato il pilota automatico, quello che non ci consente di vivere con pienezza i vari momenti della giornata, quello che ci sottrae a una vita consapevole attimo dopo attimo e ci allontana dalla felicità e dalla realizzazione personale e professionale. Essere disconnessi con se stessi e con la propria esperienza ci porta in continue distrazioni, nocive ai rapporti ma anche agli obiettivi lavorativi che ci siamo prefissati. La mancata attenzione verso ciò che ci circonda ci porta a pensare di poter gestire tutto contemporaneamente, in realtà il nostro cervello funziona per task con inizio e fine, non per task aperti tutti contemporaneamente. Di fronte a questa naturale incapacità del cervello, subentra il giudizio per le nostre performance ridotte e per gli insuccessi. Viene meno allora anche la motivazione e l’autostima, le relazioni con gli altri diventano di pura competizione o si innescano meccanismi inconsci di invidia verso chi ha una maggiore centratura e per questo raggiunge con facilità il successo. Tutte queste distonie ci attanagliano in blocchi personali e ci fanno oscillare in una direzione nociva per noi, per gli altri e per l’azienda. Si innesca così la nostra illusione di separazione. Anche un intelletto molto brillante può esservi soggetto, forse in modo poco visibile, ma molto diretto e preciso: io credo che più la mente è sviluppata più questi meccanismi emozionali rischiano di avere conseguenze dannose nella vita di tutti i giorni, perché sono camuffati, protetti e rafforzati da un falso ma molto attivo egocentrismo.

Nell’attuale contesto economico, i manager sono chiamati al multitasking e a conseguire obiettivi sfidanti, sono spesso impegnati a dover gestire il cambiamento e l’innovazione per mantenere una presenza dell’azienda sui mercati. Tutto questo comporta stress elevato a danno della produttività aziendale. Le neuroscienze e le diverse ricerche effettuate dimostrano che la Mindfulness è in grado di potenziare l’intelligenza emotiva, l’empatia e l’autoregolazione (attraverso l’allenamento dell’attenzione). E’ lo sviluppo di queste aree del nostro cervello che ci consente di gestire i problemi e comunicare efficacemente. La Mindfulness ci consente di fare un passo indietro e di cambiare prospettiva, di considerare dei meccanismi di risposta agli eventi e non di pura reazione, permettendo alla nostra capacità decisionale di scegliere non lasciandosi sopraffare da contingenti emozioni.

Mirabai Bush, un esperto di Mindfulness, famoso per aver svolto seminari anche in Google, afferma: “Portare la Mindfulness nel mondo del lavoro non impedisce l’insorgere di conflitti o problemi, la Mindfulness può far si che tali conflitti e tali problemi siano visibili con chiarezza e risolti dal gruppo. Grazie alla Mindfulness i gruppi imparano a sviluppare le risorse interiori che li aiuteranno a navigare attraverso situazioni difficili e stressanti.”

La pratica regolare di Mindfulness consente al cervello di “autoripararsi” e creare nuove connessioni neuronali. Ma così come al corpo è necessario l’esercizio fisico è altrettanto necessaria alla mente la pratica di consapevolezza. E allora se vogliamo essere sistemi che oscillano nella giusta direzione possiamo iniziare da una piccola pratica: la meditazione di un minuto.

Trovate un posto in cui vi sentite a vostro agio e focalizzate la vostra attenzione sul respiro con gli occhi chiusi e nell’immobilità per 60 secondi. Se la vostra mente divaga, osservatela e riportate l’attenzione nuovamente sul vostro respiro, questo piccolo circuito di attenzione focalizzata sul respiro vi ricondurrà al momento presente l’unico che siete in grado di vivere. Quindi riaprite gli occhi quando ve la sentite.

Questo esercizio è utile tutte le volte che vi sentite sotto stress o in uno stato di ansia, vedrete che vi cambierà la prospettiva e vi consentirà quella pausa sacra per poter rispondere adeguatamente alla situazione stressante che state vivendo.

Provare per credere.


di Marzia Del Prete

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