L'Azienda Emotiva

L'azienda emotiva: orientamento al cliente, innovazione, lavoro di squadra, competitività positiva

Le emozioni contano non sono nella vita personale e professionale di ciascuno ma anche all’interno delle organizzazioni.
Lavorando con i leader, la percezione che ho è che molto spesso, si preoccupino più dei comportamenti dei loro dipendenti che delle loro emozioni.
In realtà il comportamento è una conseguenza dello stato emotivo e nell’istante in cui viene messo in atto è sempre innescato da un’emozione positiva o negativa.
Ecco perché capire le emozioni è fondamentale per creare un clima positivo e la cultura organizzativa giusta.

Mi piace rappresentare l’azienda come un grande cervello, con emisfero destro e emisfero sinistro. L’emisfero destro rappresenta la cultura emotiva, quello sinistro la cultura cognitiva. Uno sbilanciamento verso sinistra indicherà che l’azienda ha messo in campo strategie per creare una cultura emotiva in grado di coinvolgere i propri dipendenti spronandoli a dare il meglio di sé e questo farà sì che si possa realizzare un perfetto orientamento al cliente, l’innovazione, un buon lavoro di squadra e una competitività positiva e sana. Se c’è uno sbilanciamento a destra, l’azienda è dominata da una cultura di tipo cognitivo il che equivale a dire che i valori intellettuali, le norme, le resistenze al cambiamento potrebbero ostacolare la crescita e le performance.

Con questo non voglio dire che un’azienda possa fare a meno della cultura cognitiva perché è chiaro che regole e valori devono esserci ma per una migliore condivisione è dal mio punto di vista opportuno, fare un salto di qualità e innescare all’interno delle organizzazioni una “rivoluzione emotiva”.

Questa rivoluzione di cui parlo consente ai leader di gestire la cultura emotiva, quella che oggi è troppo sottovalutata o si dà per scontata. Eppure ogni organizzazione ha una propria cultura emozionale fosse anche quella dell’ira. Capendo e osservando il tipo di emozioni che circolano all’interno dell’azienda i leader possono motivare al meglio i propri collaboratori operando cambiamenti costruttivi che valorizzano il potenziale dell’azienda e non lo sopprimono.

Quando ho ideato i Just Like Me® training program, l’ho fatto per creare la cultura emotiva della felicità e dell’affettività all’interno dei contesti organizzativi. Questa cultura non è un’utopia, come molti pensano, ma nasce da un lavoro di comprensione delle emozioni da parte del management. Le ricerche dimostrano che, nel bene o nel male, le emozioni influenzano l’impegno, la creatività, il processo decisionale, la qualità del lavoro e l’attaccamento dei dipendenti e i leader di oggi e quelli futuri non potranno disinteressarsi ancora a lungo di esse.

Un manager che entra sempre con il broncio promuoverà una cultura della rabbia. Ci sono ricerche che dimostrano che spesso i leader si sentono più a proprio agio mostrando ira anziché gioia sul lavoro, è chiaro che questo provocherà reazioni a catena che si tradurranno nel non raggiungimento degli obiettivi di business e in un abbassamento delle performance.

Mi chiederete allora, come si fa a cambiare una cultura organizzativa? La mia risposta ai leader è: partite da voi stessi, mettetevi in discussione osservando le vostre stesse emozioni (senza rifiutarle) e provate talvolta a mettervi le scarpe dei vostri collaboratori per capire come si sentono. Ascoltate il vostro team non per manipolarlo ma semplicemente per una forma di gratitudine, perché i risultati si traguardano insieme, e prendetevi meno sul serio, senza ironia nulla di grande è stato mai compiuto.

Sono già piccoli passi per coltivare la consapevolezza di sé e l’empatia, due elementi importantissimi dell’intelligenza emotiva, quelli con cui lavorano i leader autentici.

L’azienda felice è quella in cui la cultura della gioia, dell’affettività, della connessione sono coltivate attraverso un approccio rivoluzionario del management che io definisco del Just Like Me®.


di Marzia Del Prete

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