Dall’effetto Pigmalione all’effetto Gentilezza: essere leader amati ed efficaci

dall'effetto pigmalione all'effetto gentilezza: essere leader amati ed efficaci

“Pigmalione” una commedia esilarante di George Bernard Shaw racconta la storia del ricco ed eccentrico professor Higgins che si propone di trasformare la povera ed ignorante Eliza in una donna raffinata attraverso l’insegnamento della lingua e delle buone maniere.

Eliza vivrà e studierà nella casa di Higgins dove oltre alle buone maniere imparerà la dizione, la grammatica e la sintassi, ma la sua metamorfosi le comporterà un totale cambiamento del suo modo di essere. Il professore non ha la minima stima di Eliza, la tratta quasi come un animaletto.

Al di là della prospettiva comica, che fa ridere il pubblico per il modo di parlare della povera fioraia, c’è ancor di più il problema della manipolazione degli individui da parte delle classi dirigenti.

La maggior parte dei manager, come il professor Higgins, involontariamente tratta i propri collaboratori in un modo che abbassa le loro prestazioni e ciò che sono in grado di fare. Quello che i manager pensano dei propri subordinati è sottilmente influenzato dai giudizi e pregiudizi che hanno su di loro e potrebbe generare il fenomeno della profezia auto-avverante. Se le aspettative dei managers sul proprio gruppo di lavoro sono alte, la produttività è probabile che sarà eccellente. Se le aspettative sono basse, la produttività di tutto il gruppo descresce. Questo è ciò che J. Sterling Livingston in un articolo del 1969 chiamò effetto Pigmalione. L’effetto Pigmalione è stato dimostrato da tutta una serie di ricerche durante l’ultimo decennio in aziende di grandi e medie dimensioni.

Se l’effetto Pigmalione è stato compreso dal punto di vista educativo: è chiaro a tutti che una brava insegnante influenzerà il cammino educativo dei suoi alunni, dal punto di vista dell’importanza delle aspettative gestionali per le prestazioni individuali e di gruppo l’argomento non è stato ancora completamente sviscerato.

Oggi siamo coscienti grazie alle ricerche scientifiche che:

- le aspettative dei manager sui propri subordinati e il modo in cui li trattano in gran parte determinano le loro prestazioni e il loro avanzamento di carriera;

- i leader efficaci sono coloro che si connettono mentalmente per le proprie persone non per manipolarle ma per stimolarle a credere in se stesse e nelle proprie potenzialità.

I manager dunque hanno delle grandissime responsabilità e quelli mediocri si riconoscono soprattutto da come trattano la propria squadra anche quando eccellono dal punto di vista gestionale.

E’ importante pertanto che un leader lavori con la propria intelligenza emotiva: in particolare da un lato deve avere una forte consapevolezza di sé per evitare giudizi e pregiudizi indadeguati, dall’altro deve utilizzare l’empatia per favorire relazioni stabili ed efficaci.

Alla base dell’empatia c’è la gentilezza; gentilezza ed empatia utilizzate in simultanea creano fiducia nel team.

La fiducia è fondamentale ad una squadra che renda bene. Nel libro “La guerra nel team: racconto sulle cinque disfunzioni del lavoro di squadra”*, Patrick Lencioni descrive i cinque modi in cui un team diventa disfunzionale nella forma di una piramide.

Le cinque disfunzioni, in ordine di causalità, del lavoro di squadra sono:

1) Mancanza di fiducia
2) Paura del conflitto
3) Mancanza di impegno
4) Evitare le responsabilità
5) Trascurare i risultati

L’effetto Pigmalione è dunque da evitare perché ledendo la fiducia innesca reazioni a catena deleterie per il lavoro di squadra. Servono pertanto manager connessi con se stessi e squadre consapevoli e motivate. Il Just Like Me® lavora sulla creazione di aspettative positive nei leader e nei manager in modo che sappiano non solo guidare la loro nave nella direzione desiderata ma ispirare le proprie persone a sognare il mare.

Perciò il saggio si occupa del non agire
Pratica l’insegnamento senza parlare
Lascia sviluppare gli esseri
senza ostacolarli
Lao-Tzu, Tao-te-Ching

*Patrick Lencioni, La guerra nel team: racconto sulle cinque disfunzioni del lavoro di squadra, Etas, Milano 2007


di Marzia Del Prete

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